Come guidare il proprio acquisto leggendo l’etichetta

Si sa, anche l’occhio vuole la sua parte. Creare un packaging accattivante che si faccia notare sullo scaffale del supermercato è una sfida che occupa tutte le aziende che vogliono proporre i propri prodotti.

Per questo motivo, molteplici studi sono stati intrapresi per scoprire quali elementi di una confezione siano in grado di catturare l’attenzione del potenziale acquirente. Prima che il prodotto venga acquistato e assaggiato, infatti, deve prima essere notato ed invogliarci a metterlo nel carrello.

Le aziende investono molto tempo nel creare delle belle confezioni per i propri prodotti per favorirne la vendita, ma siamo sicuri che una bel packaging sia sinonimo di buon sapore?

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Per comprendere al meglio la qualità del prodotto che stiamo per acquistare, è buona norma fermarsi a leggere l’etichetta: una sorta di carta d’identità contenente diverse informazioni preziose che raccontano la storia di ciò che stiamo per consumare.

Etichetta, la carta d’identità di un alimento

Per quanto riguarda l’etichettatura degli alimenti, esiste una normativa piuttosto rigida da rispettare la quale determina tipologia e forma dei dati che devono essere inseriti obbligatoriamente. Le informazioni devono essere, prima di tutto, espresse in modo chiaro e leggibile – il carattere, ad esempio, deve avere una dimensione minima – in secondo luogo, bisogna prestare particolare attenzione alla segnalazione della presenza di allergeni.

Saper leggere l’etichetta è importante e non è difficile una volta scoperto il significato delle voci riportate: ecco una rapida panoramica!

Denominazione

È la descrizione del prodotto e, salvo spiacevoli sorprese, dovrebbe coincidere con quanto comunicato dal packaging. Accanto alla denominazione dev’essere espresso lo stato in cui si trova l’alimento e il processo che ha subito (ad es. surgelato, in polvere, concentrato, etc. )

Ingredienti

È un aspetto di notevole importanza che merita di essere letto ed approfondito. Gli ingredienti di cui un prodotto è composto vanno espressi nella loro totalità, in ordine decrescente, da quello presente in percentuale maggiore a quello in percentuale minore. In questa sede, gli allergeni devono essere evidenziati mediante un diverso carattere per dimensione, stile e colore.

La lunghezza della lista degli ingredienti è già di per sé un’indicazione: l’aggiunta massiva di additivi (conservanti, edulcoranti, esaltatori di sapidità), infatti, inficia la qualità e la salubrità dell’alimento. Un’etichetta corta, invece, riduce al minimo il numero degli ingredienti eliminando tutto ciò che è superfluo.

Valori Nutrizionali

Ogni etichetta deve riportare i valori nutrizionali. Questi, solitamente, vengono espressi in una tabella che fornisce indicazioni sul contenuto calorico e nutritivo dell’alimento. I valori possono essere espressi su 100 g di prodotto oppure sulla singola porzione. Vengono elencati in ordine: valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine, sale.

Questa tabella può essere confrontata con le GDA (Guideline Daily Amount – razione giornaliera raccomandata) ovvero la quantità di nutrienti ritenuti necessari, a livello giornaliero, per soddisfare i fabbisogni di un adulto in buona salute. Per quanto riguarda le calorie, le GDA considerano un fabbisogno di 2000 kcal.

Durata

È la data di scadenza dell’alimento e una delle informazioni che viene maggiormente consultata da chiunque. Occorre però discriminare tra la dicitura “Da consumare entro il” e “Da consumarsi preferibilmente entro il”. La prima riguarda i prodotti freschi e indica che un consumo oltre data potrebbe comportare un potenziale rischio per la salute.

La seconda invece, relativa a prodotti meno deperibili, non vieta il consumo oltre data poiché, nonostante possa sussistere un deterioramento delle proprietà organolettiche dell’alimento come odore e sapore, non esiste alcun rischio per la salute. Questo è un dato che il cliente è solito controllare quando si accinge all’acquisto sia per poterlo consumare in completa sicurezza che per evitare sprechi.

Condizioni di conservazione

Perché il consumo di un alimento avvenga in sicurezza e vengano evitati sprechi, la sua conservazione deve essere adeguata. Per i prodotti freschi, ad esempio, bisogna prestare attenzione al mantenimento della temperatura refrigerata. I prodotti secchi devono essere mantenuti, invece, in un ambiente poco umido; altre tipologie di alimenti, come ad esempio l’olio e il caffè, vanno conservati lontani da fonti di luce. Le indicazioni vanno seguite ancor più attentamente dal momento in cui la confezione viene aperta.

Modalità di Utilizzo

Sono indicazioni su come consumare al meglio l’alimento. Possono essere riportate anche modalità e tempi di cottura e rinvenimento.

Peso Netto

È il peso del prodotto al netto dell’imballo esterno. La presenza del simbolo “” (e metrica) accanto al peso netto indica che il prodotto è venduto a peso fisso e che è andato incontro ad controlli statistici tali da garantire che il peso effettivo contenuto nella confezione rimanesse all’interno di un range prestabilito.

Lotto

È un codice alfanumerico assegnato al prodotto in fase di produzione e che lo accompagna fino all’acquisto e al consumo. Raggruppa in sé una serie di informazioni sulla storia del prodotto stesso, come ad esempio la provenienza degli ingredienti inseriti nella ricetta, il rispetto degli standard produttivi, le date di lavorazione. È fondamentale per risalire alle cause di eventuali incidenti sanitari occorsi ad una partita di merce e, se necessario, ritirarla dal mercato.

Paese d’origine e luogo di provenienza

È un informazione da comunicare obbligatoriamente per alcune categorie di prodotto come carne e pesce fresco, olio, frutta e verdura, miele. Non è ancora prevista per i prodotti trasformati.

Sede dello stabilimento

Per i prodotti alimentari sussiste l’obbligo di indicare in etichetta la sede dello stabilimento. La dicitura obbligatoria riguarda l’indirizzo di produzione o, “se diverso”, quello di confezionamento.

Bollo CE

È un contrassegno che deve essere apposto su tutti gli alimenti di origine animale dal produttore stesso che con esso autocertifica il rispetto dei requisiti essenziali stabiliti nelle Direttive per la commercializzazione e l’utilizzo nell’Unione Europea.

L’apposizione del marchio è prescritta per legge per poter commercializzare il prodotto nei paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE). Il bollo CE è univoco per ogni azienda ed indica dunque la sede dello stabilimento di produzione e confezionamento.

Eccoci alla fine di questa carrellata: il controllo dell’etichetta è fondamentale per poter fare un acquisto consapevole. Solo conoscendo a fondo i prodotti, infatti, possiamo portare la qualità sulle nostre tavole.

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