Il Natale italiano tra canzoni, colori e buona cucina

Quando si pensa al Natale sono tante le immagini e i suoni che immediatamente ci tornano alla mente: il bianco della neve, le luci e i colori degli abeti addobbati, i cori e le canzoni, i regali. Il Natale ha senza dubbio un’atmosfera magica. Ma vogliamo parlare dei suoi profumi? Le tavole imbandite, le famiglie riunite davanti ad una tavola, le nonne che preparano manicaretti in cucina. Nessuna ricorrenza dell’anno è legata al buon cibo tanto quanto il Natale.

Questa solennità è particolarmente sentita nel nostro Paese, tanto che l’aura di festeggiamento si prolunga per diverse settimane, periodo durante il quale si susseguono numerose cene con amici e parenti per scambiarsi gli auguri. Questo clima di condivisione ed entusiasmo gastronomico ci accompagna nell’attesa del 25 Dicembre.

Sono numerosissime le tradizioni regionali legate a questo periodo dell’anno, ma allo stesso modo non mancano alcune consuetudini in grado di unire tutta l’Italia, da Nord a Sud. E lo stesso vale per il cibo!

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Cenone o pranzo?

È vero, su questo tema l’Italia si spacca a metà: al Sud, solitamente, si comincia la sera prima con il cenone della Vigilia. Al Nord, invece, spesso si rimanda la festa vera e propria al pranzo del 25.

Specialmente al Sud, il menù è prevalentemente a base di pesce, mentre al Nord viene preferita la carne. Ma se si guarda oltre i luoghi comuni si scopre che in realtà i confini sono molto meno definiti di quando sembra! Alcuni piatti di pesce vengono, infatti, comunemente preparati nelle regioni settentrionali e, al contrario, elaborate portate di carne vengono servite durante i cenoni del Mezzogiorno.

Ciò che accomuna tutti è che questa occasione di festa permette di dedicare maggiore tempo alla cucina e di cimentarsi con la preparazione di ricette lunghe e laboriose che nel corso dell’anno è difficile riuscire a portare a termine. Il Natale coincide con la possibilità di coccolare le persone amate con il buon cibo e di portare in tavola piatti esclusivi che magari non si è soliti mangiare tutti i giorni.

Cosa non può assolutamente mancare da Nord a Sud?

1) Un antipasto abbondante

In queste occasioni, si sa, gli antipasti la fanno da padrone, tanto che da soli sono in grado di riempire la pancia di molti. Potremo sicuramente trovare sulla tavola panettoni gastronomici, vol au vent, salumi, tartine, capesante gratinate, verdure ripiene, paté, torte salate, frittelle… chi più ne ha più ne metta, non c’è limite alla fantasia.

2) Un primo a base di pasta

Secca, fresca, ripiena o in brodo, ogni regione (se non ogni famiglia) ha la sua preferenza. Per gli amanti della carne ecco che fanno la comparsa le lasagne, le tagliatelle al ragù, gli agnolotti, i tortellini cotti nel brodo del bollito (tradizionale secondo di carne dei giorni di festa) e la pasta al forno. Nei piatti di chi predilige il pesce, troveremo invece spaghetti alle alici o alle vongole, oppure dei raffinati ravioli di salmone o branzino.

3) Un secondo elaborato

Esiste un piatto di pesce che gode di successo in moltissime regioni: l’anguilla o capitone. In umido, alla griglia, fritto, marinato o in carpione è presente sulle tavole di molte famiglie, dalla Lombardia alla Sicilia. Tra i piatti di pesce più apprezzati possiamo trovare il baccalà, anch’esso preparato in molteplici versioni.

Allo stesso modo anche alcuni piatti di carne vengono preparati ovunque, come ad esempio i bolliti e gli arrosti (cappone e faraona su tutti). Sebbene sia difficile pensare ad un piatto di bollito misto al di fuori del Piemonte, è curioso sapere che viene molto apprezzato anche in alcune zone del centro Italia e nelle isole.

Dulcis in fundo

Come non terminare il nostro lauto pasto con un buon dolce? In questo caso tutta l’Italia è concorde: non è Natale senza panettone o pandoro. Entrambi originari del Nord Italia, il primo di Milano e il secondo di Verona, sono ormai patrimonio di tutta la nazione. Lo stesso vale per il torrone: con mandorle, nocciole, pistacchi, morbido o friabile, nato a Cremona è ormai popolare ovunque.

Tra le specialità più tipicamente regionali, impossibile non citare il pandolce ligure, il panforte toscano, il pan pepato nel Lazio, i caratteristici struffoli del napoletano e i mostaccioli pugliesi.

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